I Lombardi danno di più e ricevono di meno
Perché la Regione Lombardia deve essere penalizzata da Renzi?
(di Claudio Pedrazzini)
Abbiamo appreso dalla stampa di questi giorni della differenza dei costi della macchina regionale e degli Enti Locali in Lombardia rispetto alle altre regioni.
Da sempre la Regione Lombardia traina il nord e l’Italia intera non solo dal punto di vista economico ma anche per la realizzazione di progetti pilota che poi vengono presi e utilizzati anche dalle altre regioni. Non è demagogia o luogo comune ciò che affermiamo, basti pensare alla Sanità ed al metodo utilizzato per i criteri riguardanti gli incarichi di direttore generale di Aziende Ospedaliere (subito copiato dal Governo di Renzi) o al numero unico nazionale per le emergenze (112).
In tutto il mondo la Regione Lombardia gode di miglior fama rispetto al resto del nostro amato Paese; anche a livello finanziario ci considerano in modo differente: il rating pubblicato da Moody’s (Baa1 della Regione Lombardia, superiore a quello nazionale che è inferiore a Baa2) sull’opinione creditizia, con prospettive stabili, della Regione Lombardia lo sta a dimostrare.
Non manca, nel giudizio di eccellenza, il campo dell’industria e dell’innovazione.
E’ altrettanto risaputo che i cittadini lombardi sono i maggiori contribuenti dello stato italiano. Ho già più volte trattato il tema dell’insopportabilità della pressione fiscale, soprattutto se rapportata al dare/avere tra Lombardia e Stato. I lombardi sono quelli che ricevono dall’amministrazione centrale il minor trasferimento procapite, pari a poco più di 2.200 annui euro, per il funzionamento delle istituzioni locali rispetto a un siciliano che riceve 5.000 e un altoatesino che arriva a quasi 9.000 euro. Tale situazione e’ inaccettabile: perché la Lombardia, locomotiva del paese, deve essere penalizzata in modo così sproporzionato? Noi di Forza Italia riteniamo sia giunta l’ora di fare giustizia. Possiamo anche, da fratelli più operosi, contribuire più di altri, ma la differenza è francamente troppo elevata. Abbiamo ragione nel chiedere maggior autonomia, anche perché i quattrini sappiamo spenderli meglio di altri.
Per questo voteremo sì al nostro referendum sull’autonomia della Regione e voteremo invece no alla riforma costituzionale con la quale Renzi, all’insegna di un centralismo antistorico, ha tolto poteri alle Regioni senza curarsi degli sprechi nazionali che continuano più di prima.