E’ la legge elettorale o il sistema da cambiare?

8 anni ago by in Articoli

Eh già! abbiamo votato il 4 marzo e oggi, a più di due mesi, siamo ancora in una posizione di stallo.

Senza Governo, senza strategie, senza una guida, senza POLITICA.

Matteo Renzi, Silvio Berlusconi, Luigi Di Maio, Matteo Salvini

Questa posizione, davvero molto lesiva per lo sviluppo del nostro paese – che ogni giorno che passa perde competitività con il resto dell’Europa – la cui colpa sembra quasi che venga attribuita a noi che siamo andati a votare, sta creando dei danni incalcolabili; dalla affidabilità all’economia, dallo sviluppo al futuro del nostro paese.

Io penso che non sia questa o quella legge elettorale a fare la differenza ma che il vero valore aggiunto lo potremo avere SOLO se ci sarà “concesso” votare la PERSONA.

Non è il premio di maggioranza, gli scarti e i resti, le alchimie di partito che daranno una radicale svolta al nostro paese ma solo la possibilità di tornare alla preferenza (anche doppia, tripla, svincolata – come succede in Australia- dal partito di appartenenza) espressa dall’elettore.

Un Parlamento davvero rappresentativo, infatti, avendo la responsabilità del “voto alla persona” si comporterà o si comporterebbe in maniera differente; cosi come lo farebbe il Presidente se fosse eletto dagli italiani (oggi, invece, anche se formalmente “restituiscono la tessera di partito” sono sempre attenti a non “offendere” chi, votandoli, gli ha eletti).

Cosa succederà dunque? stiamo a vedere… facciamo delle ipotesi:

a) Salvini + Di Maio (con un Premier “terzo”): Il Premier non avrà nessuna valenza in Europa e nella politica internazionale perché giustamente i Leader delle altre nazioni vogliono relazionarsi con chi davvero decide e questo sarà lesivo per lo sviluppo, l’economia e le relazioni con l’Europa e il mondo. Il parlamento avrà funzioni ridotte (riforme e legge elettorale) e sarà lesivo per la politica interna e lo sviluppo del nostro paese.

b) Governo tecnico per tornare al voto: tutto quello sopra detto con l’aggravio che potrebbe durare (come i precedenti per altri 5 anni).

c) Ritorno al voto: questa è la presa in giro più grande perché per farlo ci vorrà il punto b; ma almeno avremmo una “data di scadenza”.

…E intanto per ogni giorno che passa ci vorranno mesi per recuperare ciò che stiamo perdendo in termini di opportunità, economici, di sviluppo e di politica sia Interna che Internazionale…

di CarloVittorio Giovannelli