Legge elettorale, ecco il testo dell’Italicum

12 anni ago by in Articoli

Firmano Pd, Fi e Ncd. Soglie al 5, 8 e 12%

Il testo della riforma elettorale, frutto dell’accordo siglato tra Renzi e Berlusconi, è approdato in commissione Affari costituzionali della Camera. Lo ha annunciato il presidente e relatore, Francesco Paolo Sisto (FI) che ha anche smentito che esista una clausola “salva-Lega” e ha proposto di cambiare nome alla proposta: “Italicum” ricorda “Italicus”, la strage compiuta nel 1974 con un attentato ferroviario in una galleria dell’Appennino presso San Benedetto val di Sambro, tra Firenze e Bologna.

Domani, giovedì 23, alle 9.30 la conferenza dei capigruppo deciderà se l’esame alla Camera sarà il 27 o slitta al 29 gennaio.


CUPERLO: PRESENTEREMO EMENDAMENTI MIGLIORATIVI
Sulla legge elettorale «proporremo emendamenti migliorativi dell’articolato e chiederemo che sia tutto il Pd a sostenere quegli emendamenti». Lo ha detto Gianni Cuperlo a Otto e Mezzo. «Nessuno di noi vuole impedire quelle riforme. Ci sono punti delicati, resto convinto che noi giustamente per anni ci siamo impegnati poco a riconoscere il diritto dei cittadini a scegliere i propri rappresentanti. La proposta per come è concepita oggi non restituisce questo diritto, lo dicono i massimi esperti», ha sottolineato Cuperlo.

NO “SALVA LEGA”, TUTELA MINORANZE LINGUISTICHE
Sparisce dal testo base della riforma elettorale depositato in commissione alla Camera la cosiddetta clausola “salva-Lega”, osteggiata fortemente e fino all’ultimo momento da Ncd, ma anche da una parte del Pd. Vengono invece tutelate le minoranze linguistiche «che abbiano conseguito almeno il 20% dei voti validi espressi nel complesso delle circoscrizioni della regione medesima».

LISTE BLOCCATE DI 6 CANDIDATI AL MASSIMO
Ogni lista all’atto della presentazione è composta da un elenco di candidati presentati in ordine numerico. La lista è formata complessivamente da un numero di candidati pari almeno alla metà del numero di seggi assegnati al collegio plurinominale. L’assegnazione del numero dei seggi alle singole circoscrizioni è effettuata sulla base dei risultati dell’ultimo censimento generale della popolazione I seggi spettanti alla circoscrizione sono assegnati in collegi plurinominali nei quali sono eletti un numero di deputati non inferiore a tre e non superiore a sei, fatti salvi gli eventuali aggiustamenti in base ad esigenze derivanti dal rispetto dei criteri demografici e di continuità territoriale.

RIPARTIZIONE DEI SEGGI SU BASE NAZIONALE
La ripartizione dei seggi, nell’Italicum, avviene su base nazionale. Si legge nel testo depositato in commissione alla Camera: «Tra le coalizioni di liste di cui al numero 3) lettera a), e le liste di cui al numero 3), lettera b), procede al riparto dei seggi in base alla cifra elettorale nazionale di ciascuna di esse. A tale fine divide il totale delle cifre elettorali nazionali di ciascuna coalizione di liste o singola lista di cui al numero 3) per il numero dei seggi da attribuire, escluso il seggio corrispondente al collegio uninominale della Valle d’Aosta, ottenendo così il quoziente elettorale nazionale. Nell’effettuare tale divisione non tiene conto dell’eventuale parte frazionaria del quoziente. Divide poi la cifra elettorale nazionale di ciascuna coalizione di liste o singola lista per tale quoziente. La parte intera del quoziente così ottenuta rappresenta il numero dei seggi da assegnare a ciascuna coalizione di liste o singola lista».

LE SOGLIE: 12% PER COALIZIONI, 8 PER CHI VA DA SOLO
Soglia di sbarramento del 12% per le coalizioni (con soglia interna del 5 per cento) e all’8 per cento per le liste che corrono da sole. È quanto prevede il testo base della legge elettorale depositato alla Camera. Sono previste norme che tutelano le minoranze linguistiche.

NO A CANDIDATURE MULTIPLE IN PIU’ COLLEGI

«Nessun candidato può essere incluso in liste con il medesimo contrassegno o con diversi contrassegni in più di un collegio plurinominale». È quanto si legge nella bozza di riforma di legge elettorale depositata alla Camera.

VINCITORE BALLOTTAGGIO AVRA’ MASSIMO 327 SEGGI
Il vincitore del ballottaggio prende meno seggi del vincitore al primo turno. Il testo base di legge elettorale depositato alla Camera prevede che la coalizione o la lista che dovesse superare la soglia del 35 per cento al primo turno si vedrà assegnato un premio pari al 18 per cento dei seggi fino a un massimo di 340 seggi. Ma «alla lista o coalizione di liste che abbia ottenuto il maggior numero di voti al turno di ballottaggio viene assegnata una quota di seggi pari a 327 seggi». I restanti 290 seggi sono ripartiti proporzionalmente all’altra coalizione di liste o singola lista.

IN CASO DI SECONDO TURNO NO APPARENTAMENTI
In caso si vada al ballottaggio, non sono consentiti apparentamenti in vista del doppio turno. «In caso di ballottaggio, tra il primo turno di votazione e il ballottaggio non sono consentiti ulteriori apparentamenti fra liste o coalizioni di liste presentate al primo turno con le due liste o coalizioni di liste che hanno accesso al ballotaggio medesimo».

PREMIO 18% A CHI RAGGIUNGE 35%, LIMITE A 340 SEGGI
Il testo base della riforma elettorale, depositato in commissione, prevede un premio di maggioranza del 18% a chi ottiene «almeno il 35% di voti validi del totale nazionale». In questo modo, il vincitore ottiene un totale di 340 seggi alla Camera. In caso nessuno ottenga il 35%, si va al doppio turno.

IN LISTE META’ DONNE E NO CANDIDATURE MULTIPLE
«A pena di inammissibilità nel complesso delle candidature circoscrizionali di ciascuna lista nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore al 50% con arrotondamento all’unità inferiore e nella successione interna delle liste nei collegi plurinominali non possono esservi più di due candidati consecutivi del medesimo genere». È quanto prevede il testo base della legge elettorale sottoscritto da Pd-Fi-Ncd.

D’ALEMA: PARLAMENTO LIBERO DI CORREGGERE TESTO
Sulla legge elettorale il Parlamento è chiaramente «libero di correggere». Lo ha detto al Tg3 Massimo D’Alema: «Si è aperto un processo che io spero si concluda con le migliori soluzioni. Certo, nella libertà del Parlamento di approfondire, correggere, decidere… Secondo le regole democratiche normali».

TESTO IN COMMISSIONE CON FIRME PD, FI E NCD
Il testo base depositato dal relatore Francesco Paolo Sisto in commissione affari costituzionali alla Camera è stato sottoscritto da Pd, Fi e Ncd. I tre gruppi di maggioranza si sono visti nella stanza di Sisto prima della seduta della commissione. Non hanno firmato Scelta civica e Popolari per l’Italia.

SISTO: PRESENTO TESTO BASE, IN AULA IL 27
«Presento questa sera il testo base della legge elettorale perché possa essere in Aula lunedì 27 gennaio. Questa è la data che, in assenza di formali delibere della Conferenza dei capigruppo che differiscano tale data, sarà rispettata. Quanto alle voci sulla presenza nel testo base di una clausola cosiddetta ‘salva Lega’, posso riferire che si tratta di notizie prive di fondamento». Lo dichiara il deputato di Forza Italia Francesco Paolo Sisto, presidente della I Commissione della Camera e relatore della legge elettorale.

SCELTA CIVICA: NON FIRMAMO TESTO BASE LEGGE
«Scelta Civica non si oppone a che il testo del relatore sia il testo base, perchè non si deve arrestare il percorso della legge elettorale. Scelta Civica, però, presenterà emendamenti su punti qualificanti del testo, allo scopo di eliminare i profili di dubbia costituzionalità e di illogicità relativi soprattutto al premio di maggioranza e alla clausola di sbarramento. Per queste ragioni, Scelta Civica non aggiungerà la propria firma al testo base, pur concordando che il suo iter venga avviato». Lo annunciano Andrea Romano, capogruppo di Scelta Civica alla Camera e Renato Balduzzi, Vice Presidente del partito capogruppo in Commissione Affari Costituzionali.

BOSSI ALL’ATTACCO: SENZA “SALVA-LEGA” SARA’ RIVOLTA
La clausola “Salva-Lega” alla legge elettorale «va fatta, c’è il rischio che la Lega scompaia dal Parlamento e, in quel caso, l’unica strada sarebbe una lotta di liberazione per la quale siamo già pronti». Lo ha detto Umberto Bossi rispondendo ai cronisti di Montecitorio sullo stallo della legge elettorale in Commissione alla Camera.

RELATORE: ITALICUM RICORDA STRAGE, CAMBIAMO NOME
Il presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera, e relatore della legge elettorale, Francesco Paolo Sisto e avverte che «nessuno si sogni di affermare che è un sistema incostituzionale, illegittimo o prevaricatore». Ma a Radio Capital consiglia: «Parlando con un deputato 5 stelle mi sono trovato d’accordo nel dire che il nome ‘Italicum’ andrebbe cambiato perchè ricorda la strage – quella dell’Italicus, ndr – di cui ricorre quest’anno il quarantesimo anniversario». Il deputato FI propone «il nome ‘Sixtus’, non ‘Sistum’ perchè è neutro e a me il neutro non piace».

«Ciò che conta – riprende il relatore Sisto – è che sia una legge che resista nel tempo. Il testo c’è, l’impianto è quello dell’asse Renzi-Berlusconi. Ci sono le liste bloccate ma, come ha scritto la Corte Costituzionale, sono ammissibili piccole liste in piccoli collegi. Anche per quanto riguarda il premio di maggioranza le indicazioni della Corte, ovvero la presenza di una soglia e il fatto che sia ragionevole, sono state profondamente rispettate. Detto questo si tratta di un testo aperto, non è un prendere o lasciare».

RELATORE SISTO: NESSUN CODICILLO SALVA – LEGA
Il deputato di Forza Italia Francesco Paolo Sisto, presidente della I Commissione della Camera e relatore della legge elettorale, chiarisce: «Presenterò questa sera il testo base della legge elettorale perchè possa essere in Aula lunedì 27 gennaio. Quanto alle voci sulla presenza nel testo base di una clausola cosiddetta ‘salva Lega’, posso riferire che si tratta di notizie prive di fondamento».

Per Sisto, inoltre, c’è la questione dei tempi. Sel ha chiesto formalmente che l’esame dell’Aula, attualmente previsto per il 27 gennaio, slitti al 29 a causa dei lavori congressuali del partito di Vendola. Dunque, spiega ancora Sisto, finchè «non è ufficiale lo slittamento al 29, noi non possiamo aggiornare il nostro calendario della commissione. Senza data certa, che per me resta prioritaria, non si può procedere».

SALVINI: LA LEGA NON HA BISOGNO DI ‘AIUTINI’
«La Lega non ha bisogno di ‘aiutinì o leggi elettorali fatte su misura: il consenso lo chiediamo ai cittadini, alla luce del sole, non con accordi o accordini ‘salva Lega’». Lo scrive su Facebook il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini. «La Lega si occupa dei problemi del lavoro, lasciamo volentieri al Pd i litigi sulla legge elettorale e le chiacchiere (per fortuna solo quelle) della sciura Kyenge».

INTOPPO “SALVA-LEGA”
Slittata di un’ora dalle 14 alle 15 la seduta della commissione Affari costituzionali della Camera, che doveva calendarizzare l’iter della riforma elettorale. Secondo quanto riferito il relatore, Francesco Paolo Sisto (Fi), avrebbe chiesto più tempo per lavorare al testo base, della legge elettorale Renzi-Berlusconi.

La seduta slitta di almeno un’ora perché gli uffici della Camera che assistono il relatore Francesco Paolo Sisto (FI) cercano di confezionare la cosiddetta «norma salva Lega». Il Carroccio, infatti, con lo sbarramento al 5% per i partiti coalizzati rischia di rimanere fuori dal Parlamento se si andasse a votare con l’Italicum (la legge Renzi-Berlusconi, appunto) visto che alle ultime elezioni di febbraio 2013 il bottino fu assai magro: 3,9% a livello nazionale.