Ho sempre apprezzato il lodevole lavoro di satira ed inchiesta di Striscia la Notizia e di Antonio Ricci.
Mi ha anche sorpreso positivamente la nuova linea editoriale che davvero mette la donna al centro dell’attenzione.
Di pancia, tuttavia, devo dire che nonostante fatta in buona fede e nonostante la satira moderna abbia intrinsecamente anche l’onere di descrivere il cambiamento -rif. wikipedia: “La satira (dal latino satura lanx, il vassoio riempito di offerte agli dei) è un genere della letteratura e di altre arti caratterizzata dall’attenzione critica alla politica e alla società, mostrandone le contraddizioni e promuovendo il cambiamento”-, non riesco ad apprezzare Dario Ballantini che fa la parodia e scimmiotta Papa Francesco.
Ritengo, infatti, che Papa Francesco stia facendo il miglior lavoro possibile e che abbia drasticamente spezzato la distanza dalla gente comune che per secoli ha contraddistinto l’azione del Vaticano e della Chiesa.
Questo cambiamento epocale va apprezzato, supportato e incentivato ma soprattutto RISPETTATO.
Non lo dico solo da cattolico professante ma anche in virtù dell’impegno profuso e della difficoltà di fare accettare dalla Curia un evoluzione così repentina e radicale.
Papa Francesco ci tende la mano, fà le cose che facciamo noi, vive insieme a noi la nostra quotidianità ma è pur sempre il Nostro Papa.
Colpiamo chi ha ridotto il paese in queste condizioni, colpiamo i potenti e le lobby ma rendiamo grazia ed Onore a chi ha il coraggio di rompere tutti gli schemi e si dimostra un grande uomo.
Dario Ballantini è un grandissimo imitatore, il migliore di sempre… non ha bisogno di Papa Francesco per la sua carriera o per aumentare la sua popolarità.
Se io fossi Antonio Ricci, proprio per il suo grande ruolo sociale di denuncia e di cambiamento, dedicherei trenta secondi al giorno per amplificare e porre l’attenzione sulle piccole azioni quotidiane di Papa Francesco che stanno cambiando il corso della storia contemporanea.